"Se dunque non trovi nulla in questi corridoi, apri le porte;
e se non trovi nulla dietro queste porte, esistono altri piani;
e se non trovi nulla lassù, non importa;
sali per nuove scale!
Finché non smetterai di salire non cesseranno i gradini, anzi si moltiplicheranno all'infinito sotto i tuoi piedi"
F. Kafka
"(...) le emozioni implicano giudizi su cose importanti, giudizi nei quali, nel considerare un oggetto esterno importante per il nostro benessere, riconosciamo il nostro essere bisognosi e la nostra incompletezza riguardo a cose del mondo che non controlliamo pienamente".
Martha C. Nussbaum
"Ogni volta che la gente è d'accordo con me provo la sensazione di avere torto".
Oscar Wilde
"Abbi pazienza, ché il mondo è vasto e largo".
Edwin A. Abbott
"E' mia ambizione dire in dieci frasi ciò che gli altri dicono in interi volumi".
F. Nietzsche
"Occorrerà coraggio, perchè all'uscita da ogni labirinto, l'uomo troverà sempre altri labirinti. Labirinti di labirinti. Chi crederà di incontrare Dio; chi la verità; chi uno scetticismo ironico o una disperazione panica. Chi, infine, più semplicemente, un enigmatico e fragile cammino verso la saggezza".
Jacques Attali, Trattato del labirinto
"Ma io scrivo e scrivo. La colpa è sua però perchè dà troppo viva ai suoi scolari la sensazione di conoscere moltre strade".
G.M. Bertin ad A. Banfi, 31 luglio 1935
"So che avrà poco tempo. Non si sforzi a fare: legga nelle ore libere, e lasci che il suo interesse si disperda un poco: letteratura, arte, scienze, politica, economia. Vedrà che per la filosofia è tanto di guadagnato. In fondo ciò che veramente importa non è di scoprire una forma definitiva della verità ma il metodo più efficace (per noi) e più universale per pensare con verità di tutto e su tutto. E corrispondentemente essere e sentirsi uomini con rischio, volontà, responsabilità".
A. Banfi a G.M. Bertin, 1 dicembre 1935
"Dobbiamo diventare il cambiamento che vogliamo vedere".
Ghandi
"Solo nell'opera della scienza è possibile amare ciò che si distrugge, continuare il passato negandolo e venerare il proprio maestro contraddicendolo. Allora sì che la scuola continua per tutta una vita".

G. Bachelard, La formation de l'esprit scientifique, 1938.
"Il nostro problema è ora di scoprire il nesso che esiste attualmente dentro l'esperienza fra i risultati del passato e i problemi del presente. Ci tocca di accertare in che modo la conoscenza del passato può essere trasformata
in un potente strumento per agire effettivamente sul futuro. Quanto più dobbiamo rifiutare la conoscenza del passato come fine dell'educazione tanto più dobbiamo insistere sull'importanza di essa come fine".

John Dewey, Esperienza e educazione, La Nuova Italia, Firenze, 1938.
"L'esistenza del metodo scientifico ci preserva inoltre dal pericolo che accompagna le attività di uomini di capacità eccezionale; pericolo di servile imitazione e di partigianeria e di una devozione così esclusiva per loro e per il loro lavoro da ostacolare la strada del progresso futuro. Ognuno oggi può osservare che l'effetto di un maestro originale e capace non è sempre tutto benefico. Spesso coloro che hanno subìto la sua influenza mostrano un interesse unilaterale; tendono a formare scuole, e divenire completamente sordi agli altri problemi e verità; sono portati a credere ciecamente alle parole del loro maestro e continuano a ripetere pedissequamente i suoi concetti e spesso senza quello spirito e quella penetrazione che originariamente li rendevano importanti. L'osservazione mostra inoltre che tali risultati si verificano soprattutto in quelle discipline nelle quali il metodo scientifico è meno sviluppato.
Ove tali metodi risultano applicati da maggior tempo gli studiosi adottano i metodi stessi anzichè i puri e semplici risultati e li impiegano con elasticità anichè ripetendoli pedissequamente".

John Dewey, Le fonti di una scienza dell'educazione, La Nuova Italia, Firenze, 1929.